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Essere pagati ma non lavorare, questo vuole la Fiat, il caso dei 3 operai reintegrati con con sentenza....



Fiat Sata - Melfi (Pz)
Ci voleva la sentenza di un Giudice per far rientrare al lavoro i tre sindacalisti della Sata di Melfi (Pz) licenziati dalla Fiat, ma senza sconti e la musica si è subito capita.

Infatti la Fiat non poteva non rispettare la sentenza del Giudice, ma ha scelto la strada più brutta, quella che offende i lavoratori, essere pagati senza fare nulla, un mobbing legalizzato.


Purtroppo è una storia che si ripete, è facile per un grande fare la voce grossa con un piccolo, e alla fine fare pure la vittima, senza tenere conto che la Fiat di Melfi è stata costruita con 3.000 miliardi di vecchie lire di contributi pubblici, ma questo non conta, è passato, ora siamo al presente e siccome soldi freschi non ce ne sono, tanto vale fare il "padrone" cattivo, che guarda solo al profitto.

Le parole pronunciate da Merchionne a Rimini, come una povera vittima che fa solo l'imprenditore di mestiere, e che soltanto in Italia la Fiat è trattata male, rappresentano un "ricatto" velato alla politica, tutti ci corteggiano perchè diamo lavoro, solo a casa nostra non ci considerano...sono veramente una beffa.

La Fiat senza il fiume di denaro pubblico che ha ricevuto dall'Italia, molto probabilmente non avrebbe superato neanche il confine di Torino, ma questo era ieri ed oggi batte cassa, anche se non lo dice apertamente, ed altri Stati pur di "drogare" la sete di lavoro sono disposti a tutto, salvo poi rendersi conto che è una trappola.

Infatti la Fiat utilizza le proprie società per creare gli stabilimenti e riempirli di macchinari, quindi ci guadagna due volte, poi ci sono gli incentivi che fanno aumentare la produzione e, quindi, gli occupati, poco importa che vengono distrutte aree importanti per l'agricoltura, poco importa che magari ci piazzano anche un termodistruttore di rifiuti, poco importa che in quell'area l'incidenza tumorale aumenterà.....

Questo il capitalismo che abbiamo in Italia !


Patrizio Pinnaro'

Libero professionista, esperto Google certificato dalla Google Web Academy come Online Professionals, consulente dello sportello regionale per l'internazionalizzazione - Sprint Basilicata, segretario ufficio diocesano pastorale del turismo - Arcidiocesi di Potenza.

1 commenti:

  1. Frodi brevettali. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Invito e visitare il mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/ Chiunque abbia a cuore una onesta etica industriale in difesa della proprietà intellettuale conosca la storia raccontata nel mio blog. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Ulisse Di Bartolomei

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