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Nuove imprese provvedimento inutile, serve una politica di sviluppo economico all'Italia, non questi provvedimenti di facciata



Questo provvedimento voluto dal Governo è del tutto inutile per l'economia italiana, senza una precisa politica per lo sviluppo delle imprese.

Sarebbe stato opportuno, invece di pensare solo al nuovo, di preoccuparsi anche di tutti quei poveri cittadini che intendono chiudere le imprese, evitando il calvario amministrativo da seguire per chiudere un'attività.

La Pubblica Amministrazione dovrebbe realmente essere al servizio del cittadino, soprattutto quando i cittadini si trovano in difficoltà, non soltanto quando devono versare l'obolo per consentire allo Stato di funzionare, quindi appare una "forzatura" per cogliere momenti propizi, piuttosto che un provvedimento per risollevare l'economia nazionale.
Se a questo aggiungiamo che invece di nominare il Ministro dello Sviluppo Economico, il Governo ha creato un nuovo Ministero, nominando Aldo Brancher Ministro per il Federalismo, appare palese che si naviga a vista, con una coalizione di Governo sempre più impegnato a tenere saldi gli equilibri, e tenere buona la Lega, che ad affrontare l'emergenza del lavoro con l'avvio di un piano sostanzioso per l'economia.

Pur ritenendo inopportuna la nomina di professionista con un passato discutibile, in quanto coinvolto in tangentopoli e per la scalata Antonveneta, sarebbe stato preferibile almeno la nomina al Ministero vacante, senza considerare che si parla di tagli ai costi della politica e poi si crea il Ministero per l'attuazione del federalismo.

Nel mentre vi sono migliaia di cittadini che oltre al danno di aver visto il proprio progetto imprenditoriale fallire, certamente anche per proprie responsabilità, ma anche per le avversità del contesto economico-politico-sociale, si ritrovano a non avere la possibilità di chiuderla con una semplice comunicazione, così come avviene per aprirla.

Può sembrare un dettaglio insignificante, ma anche i conti della Stato sono drogati da questa "assurdità", infatti le tasse dovute allo Stato corrono anche se l'impresa è inattiva o chiusa, ma siccome non tutti si possono permettere di chiudere con i conti in regola, allora si accumulano altri debiti su debiti, che probabilmente sono considerati anche entrate nelle casse dell'erario.

Quindi, voglio sperare che nella stesura definitiva della Legge si tenga conto anche di questo aspetto, perchè un conto è essere ottimisti a tutti i costi, un conto è preoccuparsi concretamente di tutti quei cittadini, meno fortunati, che hanno investito il proprio denaro ed il proprio tempo in un'attività che non è andata bene.

Vedremo cosa succederà.

Patrizio Pinnaro'

Libero professionista, esperto Google certificato dalla Google Web Academy come Online Professionals, consulente dello sportello regionale per l'internazionalizzazione - Sprint Basilicata, segretario ufficio diocesano pastorale del turismo - Arcidiocesi di Potenza.

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