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Ieri Hussein, oggi Gheddagi, e se fosse solo un trucco per sostenere alcune economie nazionali ?



Ma come sono buoni questi occidentali, che hanno aiutato i popoli dell'Iraq e quelli della Libia a liberarsi dai propri regime, peccato che ci siano tanti altri popoli che non hanno questo sostegno....

A ecco, che sciocco, ma la democrazia forzata può esistere solo dove c'è il petrolio, mentre per tutti quei popoli che sono poveri, è giusto che si risolvano da soli i propri problemi, come pure per tutti quelli che muoiono di fame, mica possiamo essere dei benefattori per tutti.


E se invece, fosse tutto un agire in funzione dell'interesse nazionale di spartirsi la torta della ricostruzione, tanto c'è il prezioso oro nero che copre i costi e, soprattutto, lavorerebbero le proprie aziende nazionali, aiutando la propria economia in crisi.

Non è un caso che l'Italia, fine a qualche mese prima, accoglieva in pompa magna il dittatore Gheddafi, poi dopo qualche esile tentennamento, subito si è allineata alle potenze occidentali, dimostrando una coerenza, che definirla discutibile, sarebbe un complimento, ma anche l'Italia ha importanti appalti in Libia e, quindi, non poteva far altro che voltare le spalle al leader libico, visto l'orientamento di alcune grandi nazioni del mondo.

Purtroppo se così fosse, significa che dovrà arrivare, dopo tutti questi decenni di pace mondiale, in nuovo e più devastante conflitto, come un terremoto può determinare il rilancio dell'economia in zone represse, così una guerra potrà determinare un nuovo corso della storia, riducendo il tutto ad un grande risiko internazionale.

Nel mentre di queste grandi manovre, altri grandi Stati, invece, stanno alla finestra e realizzano i propri piani, raggiungendo risultati di crescita nazionale impressionanti, come ad esempio la Cina, ma anche altri Stati emergenti, come l'India, piuttosto che altri Stati asiatici, che avendo scommesso sulle nuove tecnologie, macinano ogni anno, nuovi brevetti industriali, destinati ad incidere significativamente sulla nostra vita quotidiana.

Spero con tutto il cuore di non vivere l'amara esperienza della III guerra mondiale, ma mi rendo conto che continuando con questo andazzo, le probabilità che si trovi la scusa per innescarla diventano sempre maggiori, e qualche campanellino di allarme già si è fatto sentire, ad esempio con l'Iran, che continua con il suo programma di arricchimento dell'uranio....

Forse è troppo drastica questa visione, forse è da folli pensare che un Stato possa volere una guerra, per poi stimolare la propria economia, ma allora qualcuno mi spieghi perchè dove ci sono le risorse si interviene, mentre dove c'è solo miseria, si consentono scempi ben più gravi di quelli che avvenivano in Iraq ed in Libia.....


Patrizio Pinnaro'

Libero professionista, esperto Google certificato dalla Google Web Academy come Online Professionals, consulente dello sportello regionale per l'internazionalizzazione - Sprint Basilicata, segretario ufficio diocesano pastorale del turismo - Arcidiocesi di Potenza.

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